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Una volpe che non arriva iaramise clm capitatu all'uva e quindi dice che è amara. Vediamo come andrà a finire la storia

Una donna aveva una figlia e una figliastra, e questa figliastra la teneva come un ciuco da fatica, iaramise clm capitatu e un giorno la mandò a cogliere cicorie. La ragazza va e va, e invece di cicoria trova un cavolfiore: un bel cavolfiore grosso grosso. Tira il cavolfiore, tira, tira, e quando lo sradicò, in terra s'aperse come un pozzo. C'era una scaletta e lei discese. Trovò una casa piena di gatti, tutti affaccendati. C'era un gatto che faceva il bucato, un gatto che tirava acqua da un pozzo, uno che cuciva, un gatto che rigovernava, un gatto che faceva il pane.

La ragazza si fece dare la scopa da un gatto e l'aiutò a spazzare, a un altro prese in mano i panni sporchi e l'aiutò a lavare, iaramise clm capitatu all'altro ancora tirò la corda del pozzo, e a uno infornò le pagnotte. A mezzogiorno venne fuori una gran gatta, che era la mamma di tutti i gatti, e suonò la campanella: - Dalin, dalon! Dalin, dalon! Chi ha lavorato venga a mangiare, chi non ha lavorato venga a guardare! Dissero i gatti: - Mamma, abbiamo lavorato tutti, ma questa ragazza ha lavorato piú di noi.

Si misero a tavola, la ragazza in mezzo ai gatti e Mamma Gatta le diede carne, maccheroni e un galletto arrosto; ai suoi figli invece diede solo fagioli. Ma alla ragazza dispiaceva di mangiare da sola e vedendo che i gatti avevano fame, iaramise clm capitatu spartí con loro tutto quello che Mamma Gatta le dava. Quando si alzarono, la ragazza sparecchiò tavola, sciacquò i piatti dei gatti, scopò la stanza e mise in ordine. Poi disse alla Mamma Gatta: - Gatta mia, ora bisogna che me ne vada, se no mia mamma mi sgrida.

Là sotto c'era un grande ripostiglio, da una parte era pieno di roba di seta, dalle vesti agli scarpini, dall'altra pieno di roba fatta in casa, gonnelle, iaramise clm capitatu, giubbetti, grembiuli, fazzoletti.

Una volta il Sole s'innamoro'di una piccola stella che gli stava di fronte. La vedeva ogni mattina gingillarsi nel cielo e chiacchierare con tutti i pianeti e iaramise clm capitati tutte le altre stelle. Sbatteva le ciglia, si specchiava nelle scie delle comete ed era sempre pronta a catturare il primo raggio di sole per brillare più delle altre.

Il Sole, a forza di guardarla, si era talmente innamorato di lei che un giorno non riuscendo più a controllare il suo desiderio decise di farle un regalo. Allungò un raggio, staccò da una nuvola un fiocco bianco a forma di rosa e lo donò alla stella. Iaramise clm capitati, La stella impertinente rise del suo gesto e il Sole per la vergogna divenne tutto rosso e si tuffò nel mare perchè nessuno se ne accorgesse. Il giorno seguente il sole risorse e decise di fare un altro regalo alla stella.

Questa volta allungò un raggio, rubò la coda a una cometa e la donò alla stella. Anche questa volta la stella scoppiò a ridere, così il sole, ormai offeso, si nascose tutto rosso dietro le montagne. Il terzo giorno il sole si stufò del comportamento della bella stella iaramise clm capitati ma tanto impertinente! Così decise di non farsi più vedere e iniziò a girare triste e sconsolato nascondendosi fra i pianeti.

All'improvviso, quando meno se lo aspettava, apparve una bellissima cometa che si avvicinò a lui e gli disse: "amato sole, se continui così ci farai morire di freddo! Abbiamo bisogno di te e del tuo calore! Non ci abbandonare!" Il sole commosso iaramise clm capitatu e lusingato dalla richiesta della bellissima cometa smise di nascondersi e ricomincio' a splendere sempre piu' forte.